martedì 23 novembre 2010

La Storia (1900-2000)

Bisogna ritornare intorno al 1985 quando la Cantoria di Ghislarengo, dopo pochi mesi di attività parrocchiale, tiene il suo primo concerto presso il Circolo Ufficiali della Caserma “Cavalleggeri di Lodi” di Lenta.
Sono i primi coraggiosi approcci dell’impostazione del coro.
Il gruppo è coinvolto, coeso e ricco di entusiasmo.
La Cantoria di Ghislarengo proprio in quel periodo è adottata da Silvia Pellizzolo, persona di grande intraprendenza, rivelatasi successivamente come una delle anime del coro, che sprona i cantori a seguire il giovane maestro Filippo Daglia, acceso dalla passione per la musica, alle prime esperienze corali.
A pochissimi chilometri, la Schola Cantorum di Carpignano Sesia, ravvivatasi in occasione del trasporto di S. Olivo del 1979 e diretta dal maestro Franco Dessilani, è forte della sua lunga tradizione e dedita al servizio liturgico senza obiettivi di attività concertistica.
Nel 1986 avvengono i primi contatti tra i due gruppi.
Alcuni componenti della Schola Cantorum, Ilario Anselmetti, Gaudenzio Gozzi, Francesco Fiori e Giuseppe Rinaldi, sostengono la sezione maschile della Cantoria in occasione di un concerto a Ghislarengo. Subito ci si accorge che la composizione del coro è più equilibrata e che si potrebbe impostare un discorso serio e stabile di crescita musicale. In breve matura la decisione di unire le due realtà costituendo così un coro di circa venticinque elementi. Il ruolo di organista/pianista è affidato al maestro Franco Dessilani, la direzione al maestro Filippo Daglia.
L’entusiasmo del gruppo di Ghislarengo di più recente costituzione anima il consolidato gruppo di Carpignano e la nuova composizione mette in luce potenzialità musicali assolutamente assenti nelle due formazioni corali singolarmente considerate.
Non vanno nascoste le difficoltà che, almeno nei primissimi tempi, riguardano l’aspetto vocale, dovute alle differenti impostazioni dei due cori. Ma le condizioni sono favorevoli e i due gruppi risultano complementari: l’uno con entusiasmo e duttilità l’altro con una consolidata tradizione. Così la voglia di fare musica prevale in tutti i coristi e le due formazioni avviano una costruttiva collaborazione mettendo gli uni a disposizione degli altri la propria esperienza.
Nell’arco di un anno la recente compagine si assesta e prende forma la nuova identità del coro.
Vincente è anche il compromesso sul repertorio che dà inizio allo studio di pagine di musica sacra e di musica lirica, nuove per entrambi i gruppi.
Ovviamente l’attività si fa sempre più intensa per il coro riunito mentre risulta via via più marginale quella dei singoli gruppi che continuano il loro impegno a livello parrocchiale.
Dal 1988/1989 i concerti si fanno più frequenti ed il coro fa le proprie scelte: la musica lirica e la musica sacra di autori classici diventano oggetto di studio e preparazione del repertorio.
Ormai il gruppo è formato, sia sotto l’aspetto delle relazioni interpersonali sia sotto l’aspetto artistico. È ora necessario ufficializzarne l’esistenza.

Nel 1990, ottenuto il consenso di tutti per la fusione delle due realtà si propongono alcuni “nomi”: coro “Armonia”, coro “Amici Cantores”, coro “Santa Cecilia”.
Timidamente si accenna ad intitolare il coro a grandi musicisti quali Verdi o Rossini, ma fortunatamente prevale il senso di rispetto per questi artisti e soprattutto si intende considerare la realtà che ha dato origine al coro. Infatti la scelta - con votazione a larga maggioranza - cade su un’espressione molto significativa: “LE VOCI AMICHE”.
Questo nome vuole rappresentare quanti si sentono amici ed accomunati dalla passione per il canto e che mettono a disposizione la propria voce per fare musica e per eseguire tanto capolavori immortali quanto brani meno noti.
E’ il primo marzo 1990, nasce ufficialmente il Coro “Le Voci Amiche” il cui Statuto, all’articolo 2 recita:
“L’associazione si propone lo scopo, considerati il grande valore sociale e la notevole rilevanza artistica della musica, di promuovere e di diffondere la passione e l’esercizio del canto, quale esperienza musicale non mediata, formando in sé un coro e compiendo qualsiasi attività connessa a tal fine”.
E’ necessario inoltre associare il proprio nome ad un simbolo: ne viene chiesta l’ideazione a Fabio Filippini, amico di Ghislarengo, già affermato designer presso una delle maggiori case automobilistiche europee, che realizza l’elegante stemma raffigurante uno spartito musicale aperto ai piedi di una cetra circoscritta nel semicerchio superiore formato dalle parole Le Voci Amiche.
Per la completezza del coro sono necessari anche altri due elementi fondamentali: una tastiera elettronica che permette la simulazione di un discreto pianoforte semidinamico, con adeguata amplificazione, acquistata nel 1991 e, indispensabile per l’aspetto scenico, una divisa per tutti i coristi: per le donne camicia bianca, casacca bordeaux ricamata e gonna nera; per gli uomini un elegante abito spezzato composto da giacca nera, pantaloni grigio antracite, camicia bianca e papillon bordeaux. La divisa delle donne viene sostituita nel 1998 da un abito lungo nero.
Nel giugno 2004, dopo 13 anni di attività, si acquista una modernissima tastiera che riproduce ottimamente il suono del pianoforte.
In breve tempo - circa due anni - il Coro attira l’attenzione di appassionati di musica dei paesi limitrofi e si arricchisce di elementi provenienti da Lenta, Ghemme, Recetto, Sizzano, Rovasenda, Gattinara e perfino da Novara. La presenza fra i nuovi coristi di solisti risulta fondamentale per la crescita del coro e per l’ampliamento del repertorio lirico.
Dal 1998 si aggiungono anche coristi di Sillavengo, Vicolungo e Landiona.
Dal mese di novembre 2003 collaborano con il coro due pianiste, entrambe diplomate, Dora Gribaldo e Sara Zanini, che sostituiscono il maestro Franco Dessilani il quale per 13 anni ha accompagnato “Le Voci Amiche”.

Il Presidente, Silvia Pellizzolo, si incarica di organizzare la partecipazione del coro a varie manifestazioni, dalle celebrazioni liturgiche ai concerti che sono sempre più frequenti e significativi nel corso degli anni.

Delle tante esecuzioni di questi anni, ne ricordiamo, qui, alcune.

Nel 1996 il Coro è invitato, assieme ad altri tre cori, a partecipare ad una manifestazione organizzata dall’Associazione Nazionale Alpini - Sezione di Vercelli - dal titolo “Mè l’nos cheur al canta” presso il teatro Civico di Vercelli.
Il Coro ANA di Ivrea presenta canti tipici della montagna e della tradizione alpina, il Coro lirico “G.B. Viotti” di Vercelli affronta il repertorio lirico e il Coro “Ciar d’la valara” di Trino vercellese esegue i canti tradizionali folkloristici delle mondine del secolo scorso.
Il nostro Coro è impegnato con il “Giro d’Italia in musica”, genere popolare richiesto dagli organizzatori stessi per presentare così al pubblico quattro generi musicali diversi.
La nostra selezione di musica popolare è eseguita in due sezioni: a conclusione della prima parte
della serata e ad apertura della seconda.
Così il nostro coro inizia il “viaggio” dal Piemonte con La Monferrina, sosta a Firenze con Firenze sogna, prosegue poi per Roma con Il vino de’castelli, passa da Napoli con canzoni classiche e termina con una versione a quattro voci della Tarantella di Rossini.

La serata è, a dir poco, entusiasmante: per la prima volta il coro canta in un teatro e su indicazioni del regista Franco Vacchi. Il pubblico che affolla il teatro applaude calorosamente Le Voci Amiche che interpretano per l’occasione un genere musicale insolito e inaspettato riscuotendo il maggior successo.

Di particolare rilevanza la partecipazione al Concerto del Giubileo 2000 organizzato dal Comune di Ghislarengo.

Il 1° settembre, nella chiesa parrocchiale B.V. Assunta, l’orchestra da Camera del Teatro Carlo Coccia di Novara esegue Le quattro stagioni di A.Vivaldi e la Piccola serenata notturna di W.A. Mozart. A conclusione del concerto vengono eseguiti dal nostro Coro, con accompagnamento dell’Orchestra diretta da M° Roberto Politi, il mottetto Ave Verum Corpus di W.A. Mozart ed il primo tempo del Gloria di Vivaldi. E’ un’esperienza veramente indimenticabile, oltre che un onore, poter cantare con l’accompagnamento degli archi ed interpretare due pagine con l’organico completo secondo l’originale composizione dei due illustri autori.

L’anno verdiano, il 2001, è intenso di attività per le celebrazioni del primo secolo dalla scomparsa di Giuseppe Verdi. Il 27 gennaio 2001 il coro, come si dirà più avanti, partecipa al concerto organizzato dal Valsesia Musica al Teatro Civico di Varallo, ma oltre a questa importante presenza, Le Voci Amiche propongono concerti con repertorio interamente verdiano al pubblico di Ghislarengo, Carpignano Sesia, Ponzone, Sizzano,Vigliano biellese eseguendo, tra l’altro, tutto il quadro “Il Santo nome .. La Vergine degli angeli” (da La forza del destino) in forma scenica, con grande apprezzamento per l’iniziativa artistica e culturale in omaggio al grande compositore.
Il Coro si esibisce ancora con l’accompagnamento degli archi in brani di musica sacra per coro, organo/pianoforte e quartetto d’archi con il gruppo Ensemble “Music’attiva” di Novara durante due particolari manifestazioni: la prima nel mese di maggio del 2004, in occasione della festa organizzata dal Comune di Ghislarengo per i 40 anni di Messa del Parroco don Gilio Ardissino e la seconda nel mese di agosto dello stesso anno durante i solenni festeggiamenti per il trasporto di S. Olivo in Carpignano.

Anche in queste occasioni gli interventi degli archi creano suoni ed atmosfere molto toccanti. In particolare si ricorda l’esecuzione della Missa Brevis K 49 di Mozart, capolavoro composto dal genio salisburghese all’età di dodici anni, e soprattutto il Requiem di Giacomo Puccini, composto in onore di Giuseppe Verdi.

Questa composizione è stata scritta per coro, organo e viola. Abbiamo potuto così eseguirla proprio come Puccini l’ha concepita: per questo motivo e per la sua rara bellezza e profondità di sentimenti, seppur musicalmente abbastanza semplice, l’interpretazione è toccante e commovente per chi ascolta, ma, forse, ancor di più per gli esecutori.

Momenti particolarmente intensi sono vissuti dal Coro in occasione delle varie gite, i cosiddetti “pellegrinaggi” musicali realizzati anche per rafforzare il senso di unione e di appartenenza del coro oltre che per un approfondimento generale della cultura musicale.

Il Coro infatti rende omaggio a quattro grandi musicisti in altrettanti viaggi.

Per primo è Gaetano Donizetti.

Nel 1997 durante la gita a Bergamo il coro anima una Messa nella Cattedrale della città e, alla fine della celebrazione, esegue la preghiera Deh, tu di un’umile tratta dall’opera “Maria Stuarda” di Donizetti.

L’eseguire un brano dell’autore a pochi metri dalla tomba nella quale egli riposa è una esperienza veramente toccante. Il brano viene replicato, con la stessa emozione, nel pomeriggio durante la visita al Conservatorio “Donizetti”, suscitando il vivo apprezzamento della nostra guida, appassionata delle musiche dell’autore bergamasco.

Nel 1998 è la volta di Gioachino Rossini.

Il viaggio di due giorni permette la visita dei luoghi rossiniani: Pesaro, città natale del musicista,e Firenze dove il Maestro è sepolto nella chiesa di S. Croce. A Pesaro il coro può ammirare il Tempietto Rossiniano e l’auditorium Pedrotti, presso il Conservatorio realizzato con il patrimonio lasciato in eredità dallo stesso Rossini alla città di Pesaro. Tappa obbligata è la Casa natale del Maestro dove il coro, emozionato, esegue il celebre Dal tuo stellato soglio dal Mosè.

Nel pomeriggio di sabato, a Pesaro, il coro partecipa alla messa vespertina celebrata nella chiesa della Madonna di Loreto dove canta Dal tuo stellato soglio e riceve gli apprezzamenti di molti pesaresi compiaciuti dell’omaggio a Rossini.
Il giorno seguente, a Firenze, il Coro depone un omaggio floreale sulla tomba del compositore e accenna sommessamente la frase della Preghiera del Mosè.

Nel 1999, in maggio, il Coro visita i luoghi pucciniani.

A Lucca, dopo una breve sosta alla Casa-museo di Puccini, il Coro anima una Messa nella Cattedrale, proprio dove aveva prestato servizio il Maestro e prima di lui il padre ed i suoi antenati musicisti. Seguono poi la visita della villa di Puccini a Torre del Lago e una breve sosta sulla sua tomba. Sulle rive del lago, nei pressi del monumento dedicato al musicista, il coro esegue, come in preghiera, il celeberrimo coro a bocca chiusa tratto dalla “Madama Butterfly”.

I numerosi turisti che si uniscono al coro rendono ancor più sentito questo momento e applaudono calorosamente l’omaggio a Puccini.

Nell’ottobre del 1999 è la volta di Busseto, città natale di Giuseppe Verdi.

Prima tappa del viaggio è la casa di Riposo per musicisti e artisti a Milano, voluta dallo stesso Verdi e nella quale riposa. Raggiunto Busseto il gruppo canta davanti alla casa natale del Maestro Va pensiero dal Nabucco ed esegue La Vergine degli angeli da La Forza del destino nella chiesetta in cui Verdi aveva iniziato a suonare l’organo, accompagnato nell’esecuzione nientemeno che dallo stesso strumento.

Il Coro nel pomeriggio anima la Messa nel Duomo di Busseto e nella villa di S. Agata esegue O Signore dal tetto natio da I Lombardi alla prima crociata. Anche in questo caso l’onore, la commozione e la soddisfazione sono incommensurabili.

Toccanti sono poi anche varie Messe eseguite in occasioni particolari quali quella in S. Pietro a Roma sull’altare della Cattedra celebrata dall’Arcivescovo ora Cardinale Tarcisio Bertone.

Significativa anche la Messa, sempre presieduta dal Cardinale Bertone, in Roasio S. Maurizio per la veglia Pasquale, a mezzanotte del Sabato Santo 1997, invitati dal Parroco don Giovanni Carenzo.

Non vanno dimenticati i due concerti tenuti in Francia: uno a Pontcharra, paese gemellato con Rovasenda,
e uno a Mathay, gemellato con Carpignano Sesia, durante i quali si eseguono, con particolare riscontro,
anche gli inni nazionali francese e italiano.

Momenti particolarmente significativi sono le iniziative organizzate in occasione del primo e del secondo lustro dalla fondazione del coro. Per i cinque anni nel 1995 si tengono tre concerti, uno per ogni genere musicale affrontato dal coro: musica popolare con la partecipazione del coro ”Ciar dla valara” di Trino Vercellese il 17 giugno nel cortile di casa Pellizzolo a Ghislarengo; musica sacra il 25 luglio nella chiesa parrocchiale di Carpignano con il coro Cantate Domino di San Giacomo Vercellese; musica lirica il primo luglio a Ghislarengo nella chiesa parrocchiale durante il concerto “Soli, Coro e Concertati”. Altrettanto importanti sono le iniziative per il decimo anniversario: il 9 luglio 2000 “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti, di cui ogni corista serba un indimenticabile ricordo, viene rappresentata in forma scenica nel cortile di casa Pellizzolo; il 15 luglio in una serata di gala si propone la Cena Musicale cui fa da cornice il salone dell’ex Dopolavoro di Ghislarengo elegantemente allestito, in alternativa per problemi logistici alla piazzetta della Credenza nel castello di Carpignano. Durante la serata viene alternata a squisiti piatti l’esecuzione di brani di vario genere.

Ma i traguardi principali che il coro può vantare di aver raggiunto sono tre:
Il concerto verdiano per il 1° centenario dalla morte di Giusepe Verdi, “L’Elisir d’amore” di Gaetano Donizetti, “Il Barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini.

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