venerdì 23 luglio 2010

Le vicende del Coro attraverso… il cuore di un corista.

Sono un cantore facente parte della sezione bassi, entrato in questa associazione il 6 ottobre 1998
dopo tanta insistenza da parte di una mia cara compaesana che ne faceva già parte.
Ero titubante, mi sembrava di intraprendere un’avventura al di là delle mie possibilità e di non esserne
all’altezza, ma la passione per il genere musicale espletato da questo coro ha avuto il sopravvento
ed eccomi qua. Devo ammettere che ho provato rammarico per non essere entrato a farne parte
molto prima! Le caratteristiche di questo coro corrispondono all’appellativo che tutti insieme abbiamo
scelto: siamo amici che si ritrovano per cantare e dare il meglio di sé nei vari concerti godendo della
reciproca compagnia.
Senz’altro tutti noi abbiamo i nostri difetti, ma si cerca di far prevalere il senso di amicizia che ci
contraddistingue.
In questi anni molti sono stati gli impegni, anche di alto livello, che ci hanno visti protagonisti in
diverse occasioni.
Vorrei ricordare la partecipazione del coro all’opera Il Barbiere di Siviglia al teatro di Serravalle
al termine del quale abbiamo ricevuto vivissimi complimenti che non erano di circostanza, perché
in effetti l’esecuzione del concertato del finale del primo atto era perfetta, sempre a tempo con i
solisti e senza la più piccola “sbavatura”, il che è molto difficile anche per i cori professionisti.
Altro appuntamento secondo me molto importante è stato quello in memoria di Giuseppe Verdi al
teatro civico di Varallo come coro accompagnatore di cantanti di fama internazionale come il basso
Bonaldo Giaiotti, insignito in quell’occasione del premio Puncetto d’oro valsesiano.
Come dimenticare la gita di Roma durante la quale il coro ha cantato in San Pietro all’altare della
Cattedra, sotto la gloria del Bernini. E’ stata veramente una grande emozione. Mi piace ricordare
di questo viaggio quanto successo la sera prima in un locale di Trastevere dove, come d’abitudine
al termine dei nostri “incontri mangerecci”, abbiamo iniziato a cantare. In strada si fermava la
gente, sbirciava dalle vetrine ed entrava applaudendoci calorosamente. All’una di notte, pur rammaricandosi
sia i gestori che gli astanti, abbiamo dovuto a malincuore accomiatarci perché ci attendeva
l’importante impegno del mattino successivo che ci avrebbe visti protagonisti in Vaticano.
Durante i tre giorni trascorsi a Roma, abbiamo visitato anche il Quirinale aperto in via straordinaria
per noi in quanto non era giornata di visita, ma si può forse rifiutare qualcosa a cantori del
nostro calibro?
Per me che sono un patito “verdiano” è stato veramente suggestivo il potermi trovare dove il grande
compositore è nato e vissuto. Devo confessare che, quando il coro nella chiesetta della frazione Roncole,
accompagnato proprio da quell’organo suonato da Verdi, ha cantato “La Vergine degli angeli” da
“La forza del destino”, mi è venuto il cosiddetto groppo alla gola e non sono riuscito a terminare
il brano. Mi sono commosso e non me ne vergogno perché anche queste sono emozioni che lasciano
il segno. Splendida anche la due giorni Siena/Lucca/S.Giminiano/ Torre del Lago: anche in questa
occasione abbiamo unito la cultura diurna al divertimento notturno durante il pernottamento a Montecatini
Terme. A Torre del lago cantando il coro a bocca chiusa dalla “Madama Butterfly”, ci siamo trovati
circondati da un centinaio di persone che chiedeva il bis: insomma siamo dei trascinatori di folle.
La calda accoglienza delle famiglie di Mathay e le bellezze locali oltre all’interessante visita al museo
della Peugeot hanno reso piacevole e indimenticabile il nostro soggiorno nella cittadina francese.
Nel mio bagaglio dei ricordi non può certo mancare la gita a Trieste che ha avuto su di me e su molti
altri un forte impatto emotivo sia per la sosta al Sacrario di Redipuglia – durante la quale abbiamo
eseguito, commossi, l’Inno d’Italia - sia per la straziante visita alla risiera di San Sabba trasformata
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dai nazisti in campo di concentramento durante la seconda guerra mondiale.
Su invito del maestro Franco Iorio abbiamo partecipato ad una serata dedicata alla figura di Carlo
Alberto di Savoia nientemeno che al teatro Coccia. Per l’occasione abbiamo dovuto imparare in
tempi rapidi una serie di canti patriottici dell’epoca, ma la nostra tenacia ha vinto e ce l’abbiamo
fatta in tempo utile.
Le nostre risorse sembrano essere inesauribili infatti… siamo diventati anche attori con la rappresentazione
de “L’elisir d’amore” di Donizetti riportando grandi consensi e numerosi applausi. Ultima,
non certo per importanza, la toccante esibizione del coro in occasione del trasporto di S. Olivo durante
il quale, la sera del 27 agosto 2004, in una chiesa riccamente addobbata e stracolma di gente è stato
eseguito un concerto con il quartetto d’archi Ensemble “Music’attiva” di Novara. Quelli citati sono
solo alcuni momenti della nostra vita corale, quelli che per me hanno avuto un particolare significato,
perché per descriverli tutti non basterebbero certo queste poche pagine! Per tutto questo e
per quanto ancora si farà devo ringraziare di cuore il nostro Maestro Filippo Daglia e la nostra Presidente
Sig.ra Silvia Pellizzolo. Il primo perchè pur avendo a che fare con persone prive di studi musicali
che cantano per il puro piacere di cantare, dimostra un amore e una passione incommensurabili;
e anche quando perde un po’ la pazienza (perché a volte, dobbiamo ammetterlo, siamo dei veri
testoni) riesce subito a ritrovarla gratificandoci con baci di ringraziamento per il buon esito conseguito.
La seconda perché si dedica con altrettanto amore e abnegazione nell’organizzarci splendidi concerti,
e meravigliose gite dandoci così la possibilità di trascorrere insieme momenti spensierati che
ritemprano il corpo e lo spirito unendo, perché no, l’utile al dilettevole.
Ad multos annos, coro “Voci amiche”
Daniele P.

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